La Federazione Associazioni Apicoltori del Trentino è il punto di arrivo di un lungo percorso.

Il primo riferimento e il più importante è stato il maestro Abramo Andreatta, maestro di scuola e di apicoltura, punto di riferimento di moltissimi apicoltori che, con abile regia, era riuscito a creare un’associazione provinciale, ma anche ad articolare la stessa su gruppi di valle che ne costituivano l’ossatura sul territorio.

Il maestro Andreatta, in collaborazione costante con S. Michele è stato anche promotore di numerosissimi corsi di formazione per apicoltori, questo binomio fra apicoltura e ricerca va ripreso e valorizzato  riportando gli esperti apistici nel contesto di un coordinamento e di una formazione che siano seri ed autorevoli.

L’assetto organizzativo creato allora, con assemblee valligiane in cui venivano eletti i delegati che costituivano l’assemblea provinciale, ricalca precisamente quello attuale: le singole associazioni oggi operano in modo del tutto autonomo sul territorio a diretto contatto con le problematiche locali dell’apicoltura, ma d’altra parte la Federazione garantisce di poter affrontare in modo sistematico e significativo anche le questioni con valenza provinciale.

Con il ritiro del maestro Andreatta iniziarono i problemi gestionali e, in assenza di un riferimento carismatico di quella portata, prevalsero alla fine interessi personali che tolsero credibilità all’idea che un’unica associazione potesse rispondere sia alle esigenze delle realtà apistiche a livello locale sia a quelle più generali con valenza provinciale.

Le realtà apistiche periferiche del Trentino si sentivano abbandonate al proprio destino e prive di un valido supporto ed è stato per far fronte a tale mancanza che si formarono prima l’associazione Apicoltori Valsugana Lagorai, qualche anno dopo l’Associazione Apicoltori Valli di Sole, Peio e Rabbi e infine, fu costituita l’ Associazione  Apicoltori in Val Lagarina. Per l’associazione Apicoltori Fiemme e Fassa, che aveva invece già alle spalle una propria storia, fu semplicemente un ritornare alla piena autonomia operativa.

Va sottolineato d’altra parte che non sarebbe certo facile per un’unica associazione rispondere al contempo in modo efficace sia alle problematiche locali sia a quelle più generali. Anche in altre zone di montagna, come ad esempio in Tirolo, in presenza di una realtà associativa molto più frammentata della nostra, è stata costituita una federazione delle associazioni che permette una regia unica per le problematiche comuni con risultati certamente molto positivi.

Le motivazioni che portarono alla costituzione delle associazioni periferiche in Trentino furono in realtà le stesse:

  1. Poter seguire da vicino gli apicoltori delle realtà periferiche in un momento difficilissimo per la sopravvivenza di Apis mellifera.
  2. Poter attivare anche nelle valli corsi di formazione ed assistenza tecnica in modo adeguato e rispondente alle reali esigenze.
  3. Poter catalizzare e condividere con le altre associazioni alcune risorse importanti da spendere sulle problematiche comuni che riguardano l’apicoltura con valenza sull’intera provincia.

Nel febbraio del 2013 le quattro associazioni si consorziarono costituendo la Rete Associazioni Apicoltori del Trenino allo scopo di poter condividere progetti comuni. La Rete non aveva organi di rappresentanza perché lo scopo era solo quello di gestire progetti che potessero avere importanza a livello provinciale. Nell’ambito di questa collaborazione è stata organizzata l’assistenza tecnica alle aziende apistiche, sono stati attivati seminari e convegni, sono state diffuse informazioni tecniche agli apicoltori per mezzo di notiziari e tramite i siti Web, sono stati organizzati incontri di approfondimento.

Il lavoro svolto all’interno della Rete è stato estremamente positivo: ciascuna associazione ha messo a disposizione risorse umane ed economiche proprie per raggiungere gli obiettivi fissati e i risultati sono stati certamente molto buoni. E’ stato raggiunto un risultato fino a pochi anni or sono decisamente impensabile: non solo si è riusciti ad essere vicini alle problematiche degli apicoltori delle valli, ma si è potuto anche affrontare assieme qualche progetto comune per l’apicoltura trentina.

Mancava solo un ultimo passo: quello di dare al sodalizio fra le quattro associazioni una struttura stabile e rappresentativa che potesse non solo operare, ma anche rappresentare a pieno titolo le associazioni aderenti: proprio per rispondere a quest’ultima esigenza è nata nel dicembre 2014 la Federazione Associazioni Apicoltori del Trentino, una federazione di associazioni e quindi un organismo di secondo livello con presidente e Consiglio formato da due rappresentanti designati da ciascuno dei sodalizi aderenti.

Lo statuto delinea le finalità della federazione che è aperta a tutte le associazioni di apicoltori operanti in Trentino che intendano aderirvi secondo le procedure definite dallo statuto. Il livello di azione è quello delle tematiche con valenza provinciale per le quali è auspicabile la collaborazione di tutte le associazioni. Il livello territoriale di relazione con gli apicoltori, con le realtà locali e relative iniziative e problematiche rimane azione specifica delle singole associazioni di apicoltori che operano in quel territorio. Le associazioni che aderiscono alla federazione pur vincolate nei progetti e nelle attività comuni programmate sul livello provinciale, mantengono piena autonomia nell’operare a livello locale nei propri territori per quanto riguarda tutte le attività progettate in proprio, ferma restando l’opportunità di muoversi nell’ottica di evitare doppioni e sprechi di risorse. La federazione non ha scopi di lucro, ma solo finalità di promozione e valorizzazione dell’apicoltura trentina e dei suoi prodotti; rappresenta le associazioni solo ed esclusivamente nel merito dei progetti comuni e delle attività concordate; può organizzare attività divulgative e di formazione finalizzate al reperimento di fondi. Essa rappresenta gli interessi generali e particolari degli apicoltori, in qualsiasi forma, singoli o associati per il tramite delle associazioni aderenti ed ha come scopo la valorizzazione e la promozione dell’apicoltura trentina e dei suoi prodotti con particolare riferimento anche alla crescita professionale degli apicoltori promossa sia attraverso la formazione sia attraverso l’assistenza tecnica. La federazione non si occupa direttamente di commercializzazione di prodotti dell’apicoltura o per l’apicoltura, ma di creare le condizioni per valorizzare i prodotti, di far crescere professionalmente gli apicoltori e può essere interlocutore unico per le associazioni che vi aderiscono nel rapporto con la P.A.T. o con altri soggetti istituzionali e non istituzionali per i soli progetti ed attività approvate dal Consiglio della Federazione.

La Federazione Associazioni Apicoltori del Trentino è formata dai seguenti organismi:

  1. L’Assemblea dei soci;
  2. Il Consiglio della Federazione composto da due rappresentanti, per ognuna delle associazione di Apicoltori che hanno aderito, eletti dai rispettivi consigli direttivi;
  3. Il Presidente, scelto fra i membri del Consiglio direttivo eletto dal Consiglio direttivo stesso;
  4. Il segretario designato dal Consiglio della Federazione e non facente parte del Consiglio stesso;
  5. Il tesoriere designato dal Consiglio della Federazione e non facente parte del Consiglio stesso;
  6. Due revisori dei conti designati dal Consiglio della Federazione non facenti parte dello stesso.

Lo statuto della Federazione Associazioni Apicoltori del Trentino non solo è aperto all’ingresso di altre associazioni già presenti o che dovessero formarsi in futuro, ma prevede anche che, in fase iniziale, una nuova associazione, quando ancora non raggiunge i 50 soci possa in ogni caso essere rappresentata in consiglio pur senza diritto di voto.

Scopo finale è infatti quello di fornire un servizio di qualità agli apicoltori tramite le singole associazioni operanti sul territorio avendo però un organismo di secondo livello che rappresenti l’apicoltura trentina nel suo complesso.